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Ciao Sidio

Ciao Sidio

Sì, ci sono stati e ci sono tanti ex giocatori che hanno continuato ad essere genoani, ma Sidio era qualcosa di più.
Pur non essendo genovese, Sidio non era solo genoano, ma era malato di Genoa.
Lo dimostrava in campo, ma lo dimostrava tutti i giorni, ogni santo giorno, indossando quei Colori, sempre, dal mattino fino all’ora di andare a letto.
Era impossibile non vederlo per strada o al supermercato senza qualcosa di Rossoblu addosso, fosse una maglia, una tuta, una felpa.
Era il mio idolo da ragazzino, insieme a Ramon Turone. Il mio allenatore dei Pulcini della Sestrese, ovvero Mister Vecchia, mi chiamava appunto Sidio.
Ero un’Ala, ruolo ormai praticamente scomparso, capelli lunghi e maglietta fuori dai calzoncini. Come te Sidio.
Dicono che le cose importanti che restano nel cuore e per tutta la vita sono quelle fatte e accadute da piccoli, quando si è ragazzini.
E il Genoa, per me, non è quello dei Milito, dei Motta, dei Palacio, ma quello di quando giocavi tu.
Noi non siamo come i sandoriani che per loro la sandoria è quella di Mantovani, dei Vialli e dei Mancini. E basta.
E per me, il Genoa era quello ed è ancora oggi quello.
Pur non conoscendoci di persona, ti mandai questo video, girato da me con i mezzi dell’epoca e tu mi ringraziasti, di cuore, per il regalo che ti avevo fatto.
Vorrei aver potuto fare di più.
Grazie per quello che hai fatto e dato al Genoa e a noi genoani.

 

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