PRECAMPIONATO PRE-CONFEZIONATO

Innanzitutto bisognerebbe tirare via quella patina malinconica e deludente su questa estate a tinte rossoblu.
Ebbene si gente: o riusciamo a capire che ormai è tutto business oppure continueremo a ragionare con la testa di un tempo. Esatto: quella mentalità “boomer” che ti faceva pensare che in ritiro era fondamentale cementare il gruppo. Andavi in montagna per correre su sentieri in salita e polverosi, a fare ripetute sui bricchi e l’unico momento di “ristoro” era al fiume quando mettevi le gambe a mollo. Dove magari uno dei tre “assistenti” faceva portare un cesto di frutta. Erano estati dove il calcio viveva sugli articoli del giorno dopo, sul servizio la “notte” alla domenica sportiva, dove quello che era “roba da spogliatoio” restava in quelle quattro mura.
Oggi vai a fare il ritiro a Moena: bellissimo. E tramite un accordo commerciale non ti costa nulla, anzi. Fai da traino a strategie di incoming e marketing. Costruisci un villaggio che crea business intorno al campo, dove una trentina di giovanotti corricchia e suda sotto il sole. “Li valuteremo in ritiro”. Immagino quanti dati può avere prodotto WyScout su Doucoure, su Klysys, su Gibertini. Ed intanto volano le visualizzazioni sui social, crescono gli articoli e la valutazione su TransferMarket, aumenta l’appeal sui TikToker ed il trend “si impenna” (Cit. Pravettoni).
Arrivi allo Spagnolo l’8 di agosto, con 30 gradi ed un campo che andrebbe bene per un pic-nic. Il campo da calcio andrebbe valutato per il drenaggio, per la morbidezza e per l’uniformità del manto. Se qualcuno ci ha fatto caso, oltre che un’erba troppo alta, c’erano zone con evidenti “pezze” tamponi, segno che le attività estive hanno seriamente compromesso la qualità del manto. Non che se ci fosse stato il tavolo da bigliardo avremmo visto chissà cosa di meglio: questa oggi è una squadra che non solletica la fantasia. Del resto se i nomi grossi sono due difensori, un terzino ed un mediano qualche domanda è giusto farsela.
Quindi ieri ha giocato centravanti Vitinha, non ha giocato Norton, abbiamo visto di nuovo Puzcka nei tre dietro che si è trasformato in Czyborra. A destra corre un volitivo Sabelli, nei tre in mezzo c’è Ellertson. Baldanzi deve “scendere” di troppi metri per riuscire ad aiutare l’attacco, ance se qualche dialogo interessante (ma mai completato) lo fa vedere. Mitaj corre bene ed entra “dentro” con capacità. Sbaglia l’appoggio all’indietro, anche per colpa di un pallone senza troppo “cervello” di Amorin. Che sceglie la soluzione più ovvia e viene subito “letta” dal pressing avversario. E prendi il goal. Anche perchè il giovane austriaco (grazie Riccardo) dimostra di non essere uno stopper ed entra fuori tempo lasciando una voragine di 40 metri.
Adesso bisogna fare un pò sul serio: completare la rosa dei titolari ed iniziare a “battere” su quella. Che si definiscano gerarchie e ruoli e si cominici a stare in campo con la formazione base.
Si giochi con i tre dietro, Frendrup e Sow davanti con Mitaj ed Ellertson a destra. Se vuoi fare contento il Mister prendi El Sharawhy ed il centravanti che manca (ieri avevi solo Colombo e Vitinha). A quel punto “simuli” questo benedetto 343 con Mitaj ed ElSha a sinistra, Ellertson e Baldanzi a Dx. In mezzo uno capace di giocare spalle alla porta e che abbia “presenza” in area. Presenza significa che una linea difensiva dedica a lui, sempre e comunque, una marcatura. Non un Djuric per intendersi.
E’ arrivato il momento di disallestire i banchi vendita “futuribili” e cominciare a guardare il campo con quell’attenzione che una volta era semplice routine. I Doucoure, gli Amorin (ieri discreto), i Doumbia, i Nuredini adesso vengono dopo.
Così come mi piacerebbe sentire dire che “Venturino con la qualità di cui dispone sarà sicuramente con noi” visto che non c’è uno che l’uomo lo punta. Parlo degli ultimi 30 metri. E si aspettano Traore e Messias, tecnicamente i più forti in rosa. Sponsorizzati dalla Swarowsky, tocca augurargli tanta salute. Ed a noi…tanta pazienza.
Il calcio è una cosa tanto complessa quanto semplice. I goal li fai se tiri in porta, i pericoli se vai sul fondo e la metti nel mezzo. Non solo se alzi il pressing e recuperi il pallone. La spettacolare Spagna a due esterni che saltano l’uomo e 3/4 che riempiono l’area. Guardate i nostri movimenti e…dai: possiamo fare…ne sono sicuro, meglio e di più.
I movimenti sono sempre gli stessi: corsa nello spazio, sovrapposizioni, movimenti ad uscire.
Mitaj per esempio ieri ha fatto vedere un paio di situazioni interessanti.
Non manca molto per arrivare ad essere quella squadra da salvezza “sofferta”. Che è il minimo sindacale.
Quello che manca è leggere, vivere e guardare il calcio con gli occhi di un semplice tifoso.
Che non sia avvocato, commercialista, psicologo, ragioniere o…acchiappa click.
Per il resto…vale quello ho sentito dire 10, 100, 1000 volta a fine partita, che non è un augurio ne una speranza…ma una semplice quanto assidua convinzione…
“A pròscima a-a vinçëmo nîatri!”
SEMPRE ALE’ GENOA