La classe operaia va in Paradiso
E sì, parafrasando un bellissimo film di Elio Petri col grande Gian Maria Volontè e Mariangela Melato, ieri si è visto proprio questo.
Tutti davano per spacciato il “povero” Genoa contro comunque quella splendida realtà che si chiama Como. Specie i fini esteti del Calcio.
Come potrà mai il Genoa uscire con dei punti dal Sinigallia vista la classe e la tecnica dei giocatori del Como, dicevano quelli di cui sopra.
E come avrebbe potuto il “difensivista” Vieira contrastare il Re del bel gioco e pure tutto proiettato all’attacco.
E invece il Genoa non solo è uscito a testa alta ma poteva anche portare a casa i tre punti nel finale o se la partita fosse durata un quarto d’ora di più.
Premesso che i bocchin da dosci, boccucce da dolci in italiano, potrebbero seguire il Barcellona invece di rompere i coglioni continuamente, ieri si è vista una grande squadra, intesa come gruppo e voglia di mettercela sempre tutta. Dei ragazzi straordinari per impegno ed attaccamento ai colori e che mollano mai.
Si sono viste due anime in campo, quella di ragazzi molto forti tecnicamente con una sorta di fenomeno tra tutti e un’altra di uomini dentro e fuori dal campo.
Facendo una sorta di metafora, si è visto chi forse troppo abituato e vivere in contesti molto belli e forse anche un po’ snob non riuscire a piegare chi arriva da Genova, Città splendida, ma che odora di Mare, di Vicoli, di gente che ha da sempre lottato contro tutto e tutti.
Una Città operaia e che ha sempre avuto il Mare come nemico, ma anche come alleato.
Il Mare non è il Lago. E’ ben altra cosa e forgia ben altri caratteri. Non a caso quando si vuol prendere per il culo qualcuno lo si chiama marinaio d’acqua dolce.
Ieri il Como è stato forse un po’ troppo snob appunto, convinto della propria superiorità tecnica quasi schiacciante almeno sulla carta.
E lo si è visto con questi ragazzi inalberarsi troppo spesso per falli ricevuti, quasi fosse stata per loro una sorta di lesa maestà.
Ma non sono certo da condannare, ci mancherebbe altro, sono ragazzi e appunto forse troppo ben abituati.
Ieri si è visto e non è oltretutto la prima volta, il Genoa che piace ai Genoani.
Ovvero ragazzi che danno tutto quello che possono dare, che lottano e ci stanno mai a perdere, si è visto quello che si dice essere un Gruppo, una Squadra.
E questo è anche merito di chi questa squadra la allena, ce lo si metta in testa. Specie coloro che sono ancora affetti da Gasperinite acuta.
Quindi complimenti a Mister Vieira e a tutto il suo Staff.
E parlando di Staff non so se si nota quanto il Genoa sia atleticamente e fisicamente a posto, perchè sono gli altri che dimostrano un cedimento fisico.
I nostri ragazzi lottano e corrono fino al 96esimo.
Fare nomi è sempre antipatico e poi la partita l’avete vista tutti, ma mi permetto di fare una citazione perchè di lui si parla mai.
Parlo di Leali, perchè ieri è stato protagonista di quello che per me è stato un momento topico, decisivo.
Quella fantastica parata di piede su tiro di Kühn praticamente già sicuro di aver segnato, ha cambiato la partita.
Fosse entrato quel tiro il Como andava sul 2 a 0 e nove su dieci il Genoa sarebbe stato sconfitto.
Bravi tutti e Forza ragazzi.
Continuate così e ci leveremo delle belle soddisfazioni.
SEMPRE Alè Genoa