UN SENSO CRONOLOGICO
Il supposto comunicato di ieri ha agitato le acque di una serata che sembrava essere tranquilla.
Per quanto possa essere tranquilla una situazione dove hai vinto la prima partita in due mesi, sei terzultimo in classifica e i tromboni suonano da almeno una trentina di giorni.
Per non scontentare nessuno, l’atteggiamento migliore da tenere sarebbe quello di restare fuori da certe dinamiche e provare a giudicare per i fatti e non per le chiacchiere.
Perchè la verità sembra avercela in tasca chiunque, ma il vero LUOGO comune di queste persone è attaccare l’attuale Ceo del Genoa. Che formalmente a livello di formazione, curriculum e fatti (ebbene si) avrebbe poco da rimproverarsi. Se non la deficitaria classifica attuale.
“Hai detto niente” direbbero in tanti.
“Ho detto tutto” potrei rispondere io.
Senza scendere nelle beghe da cortile, e ricordando che a volte anche dietro lo scritto più insulso si cela un interesse, per lo più personale e nascosto, serve ripercorrere un attimo cosa accadde circa due anni fa.
Mi sono permesso di recuperare un pò di articoli, mi scuso con le fonti (citate) che ringrazio per il servizio fornito. Soprattutto: le notizie restano notizie.
Partiamo?
Vi ricordate tutti cosa è successo a maggio di due anni fa?

Esatto: l’operazione sull’Everton fece salire e cadere un castello di carte enorme.
Un vero peccato, perchè tutti parlavamo di “fondi illimitati”, sognavamo davanti alle foto dei 777 sulla spiaggia di Rio, vedevamo arrivare Retegui e Malinowkyi. Fino al crack dei 777. E’ a quel punto che subentrano gli americani delle assicurazioni. Ricordo paginate di Josimar sul tema.
Ma anche analisi di terzi che di Genova e del Genoa gliene fregava nulla: la critica era verso una finanza SPIETATA che comprava e faceva girare soldi in un modo così rapido che era meno il tempo che ci mettevano a ritornare da dove erano partiti rispetto al lecito dubbio: di chi sono quei soldi?

A Cap compare nei giornali, oltre che negli esposti nei vari tribunali negli Usa. Ed in tanti sognano la grossa corporate che rileva e sostituisce. Lo ha fatto Oaktree con l’Inter, lo può fare A Cap per il Genoa! Peccato che ACap non potrebbe operare in mercati ad alto rischio.

L’estate è un disastro: partono Retegui, Martinez e Gud. Trattano qualcuno ma dagli Usa non arrivano mai gli OK. Che sia DeGea, che sia Maldini, che sia un giovane Under21 svedese che il Genoa non riesce a prendere per 250k. “Non spendiamo un euro. Non ce ne sono”.

Il campionato si rimette in equilibrio grazie al lavoro di Gilardino e di Vieira. Questo è il campo.
All’equilibrio della società ci si arriva attraversando un mare in tempesta. Tipico dei mesi di ottobre e novembre, a quanto pare.
Blasquez e Ricciardella vengono “richiamati” dalla tifoseria all’ordine. Bisogna”metterci la faccia”
La riunione è dai toni forti, le spaccature diventano evidenti.
Siamo solo ad ottobre.


Il tenore dei commenti post riunione furono praticamente univoci, con un piccolo contraltare di quelli che invece le domande se le facevano lo stesso. Il solito sarcasmo sulle “palanche chi ci avrebbero messo il Ceo e Ricciardella” echeggiava ne bar, sui social e sui gradini dello stadio. Intanto si avvicina il Natale.
E qui che scatta la prima sorpresa: il comunicato del 3 dicembre.

Attenzione: avete visto la firma della Nota Stampa comparsa sul sito del Genoa?
Cominciamo a fare 1+1? Bene.
Il 18 dicembre avviene il colpo di scena: il Genoa “trova” un finanziatore e l’equilibrio viene ridisegnato.

Qualcuno cade dall’albero: in tanti avevano capito che nel caso ACap non avesse trovato i fondi per l’aumento di capitale, i soldi li avrebbe messi Blasquez, come da lui comunicato.
Ed è esattamente quello che ha fatto: non soldi suoi, l’errore di interpretazione (o di presunzione) la controparte lo ha pagato caro, di fatto hanno perso il Genoa.
Ci spiega tutto la Gazzetta con il giornalista Grimaldi:


Il resto sono le richieste fatte in Tribunale della controparte (ACap alias 777 al 23%), le decisioni dei sopra citati TRIBUNALI, le parole di qualche attore e le chiacchiere che in tanti, a mio parere in buonafede (almeno loro) fanno sul tema.
Ognuno è libero di interpretare i fatti come meglio crede.
Negli “stralci” c’è tutto quello che serve per farsi un’idea, non necessariamente identica alla mia.
Ma questi sono fatti contro supposizioni.
E se i fatti che riguardano le cose vere (vedi articoli) li riportiamo su un Blog on line…quelle SUPPOSTE….dove vogliamo metterle?
SEMPRE ALE’ GENOA