LESTAGIONI CHE PROFUMANO DI BUONO
L’industria del calcio ha fatto proseliti. E soprattutto ha trasformato ed allineato in peggio la testa dei tifosi. Nella maniera più dozzinale tra le altre cose: facendo passare ogni singola novità come il cosiddetto “rinforzo”. Abbiamo visto il calcio sul campo trasformato nelle linee generali: ripartenza dal basso al posto del “se sei in area nel dubbio spazza”. Portieri che salgono ad impostare il gioco sulla tre quarti al posto del “dalla al portiere solo se sei in difficoltà”. Cross dalla tre quarti al posto di cross dal fondo. Fino al disastroso “segui la palla e non l’uomo” in marcatura. Abbiamo visto infine trasformare il contrasto duro in “step on foot”. Il famoso “pestone”. Senza distinzione tra volontario oppure no.
Abbiamo visto soprattutto il calcio trasformato in uno scontro fra titani. Sono tutti grossi, veloci, potenti. Restiamo a bocca spalancata quando vediamo un Messi, un Lautaro, un Gudmunsson. Ti assale il dubbio per quelli più esili, tanto da vedere brillare la stellina Venturino in Serie A ma continuare a chiedersi se “reggerà sotto l’aspetto fisico”.
Bisognerebbe avere le idee chiare. E soprattutto essere a conoscenza di tanti di quei dettagli che di fatto renderebbero impossibile un qualsivoglia giudizio.
Perchè le idee cambiano ma soprattutto cambiano gli accordi nell’arco di un secondo.
Indebolire il calcio italiano è la colpa maggiore di chi lo amministra da tempo. E’ il tasso da pagare quando il sistema stesso fa emergere chi ha i mezzi per sostenersi e non quelli meno pubblicizzati. Eppure abbiamo avuto l’esempio di Masini l’anno passato: alla stregua di uno stagista all’inizio (escluso chi lo conosceva), in odore di Nazionale adesso (ebbene si). E’ possibile lavorare sui tuoi ragazzi, sui tuoi prospetti, su quelli che “devono mangiare ancora qualche panetto” ma hai deciso che il fornaio lo farai tu. Quello che deve essere importante è avere l’idea chiara di come gestire il Genoa in un prossimo futuro.
Appunto il Genoa: che oggi gode di tre portieri. Uno affidabile, uno riconosciuto a livello europeo. Il terzo, tra le altre cose, tifoso da Gradinata Nord. Capace a parare, e la partita di Bologna dello scorso torneo ne è la prova. Leali non accenderà le fantasie degli allenatori da fantacalcio ma è pratico, capace e SERIO. Merita l’opportunità di difendere la porta del Grifone, questo lo scrivo non da tifoso di Leali ma da uno che parla (o almeno ci prova) di calcio.
Sugli esterni ci sono Sabelli, Norton, Martin ed Ellertson. Quest’ultimo titolare in Serie A nell’ultima stagione, con relazioni e voti decisamente sopra la sufficienza. Soprattutto quando è stato spostato a quarto di difesa dando al Venezia del girone di ritorno quell’equilibrio che ha mancato il girone di andata. Se Vieira ed il suo staff ci prenderanno con Fini esterno basso lo vedremo nel mezzo, ruolo dove dice essere nato. In mezzo Vasquez ed Ostigard. Otoa e Marcandalli. Ecco, le relazioni sul ragazzo sono veramente confortanti. E’ l’esempio di come una stagione in Serie A (Venezia) lo abbia aiutato a crescere. Davvero un’ottima impressione in termini di velocità e posizione. Tanto da non mettere più in capitolo “urgenze” l’arrivo di un altro centrale nel caso DeWinter parta.
In mezzo Masini e Frendrup. Che a mio parere, come già scritto a metà giungo, resterà un altro anno. O qualcuno arriva a 25/30 o niente. Dopo di che sarà bello capire come Vieira imposterà il gioco offensivo.
Di sicuro l’impiego di Malinwskyi e Stanciu sarà “centrico” nelle idee del Mister. Di cui risulta difficile identificare un credo tattico: difende a quattro ma poi “bascula” a tre, tiene due mediani e Groenbak mezzala a sinistra allargando Messias a destra ed alzando Stanciu dietro Vitinha. Diventa difficile capirne i movimenti, soprattutto quando ti accorgi che il primo ad uscire in pressing è Norton Cuffy (episodio primo goal).
Insomma, Vieira più che ad un modulo di gioco si appella ad un atteggiamento propositivo in avanti e di concentrazione indietro. Cercando la velocità nei due centrali lasciati per scelta soli nella corsa in copertura. Centrata sulla duttilità di elementi come Masini, Frendrup, Thorsby, Stanciu e Messias. Una rosa che può contare sugli spunti di Groenbak, Carboni (lo vedi toccare la palla e capisci che parliamo di dimensioni differenti) ed il nostro Venturino.
Un pò più indietro Cuenca ed Ekathor, di cui bisogna apprezzarne la resa in relazione all’età.
Il centravanti sarà la discriminante sulla stagione: sia Vitinha che Colombo possono essere piuma o ferro. Sono stati fatti dei ragionamenti ed ambedue hanno la possibilità di stupire come Borriello e Pavoletti prima di loro.
Un peccato non essere riusciti ad arrivare a quello che doveva essere il primo obbiettivo, non del tutto rimosso ma reso difficile per mille ragioni.
Resta comunque l’idea di una squadra solida e difficile da incontrare, con un allenatore capace di creare quell’atmosfera dove con chiunque vai a giocare…ti senti di giocartela.
Non è poco in questo calcio di oggi.
Non sarà poco se tutta la strategia “mirata” sui giovani produrrà quello che hanno in mente.
Oggi godiamoci il record di abbonamenti, senza magari troppa sorpresa: che siamo una delle tifoserie migliori al mondo lo diciamo (e cantiamo) da sempre. Che ora se ne sta accorgendo il mondo intero…beh…prendiamola con il giusto e meritato entusiasmo. E’ soltanto l’unica ed indiscutibile verità.
ORIGINAL ANTISAMP